VISITA DI ANTONIO DI MARTINO

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Nei giorni scorsi, per la consueta lezione tecnica, la sezione arbitri di Avezzano ha avuto il piacere di ospitare l’arbitro Antonio Di Martino della Sezione di Teramo, al secondo anno dell’organico di CAN B, ma con un già ricco bagaglio di esperienze personali sui terreni di giuoco. Antonio ha ricevuto dapprima l’accoglienza del Presidente Fulvio Chiantini, il quale lo ha definito un amico per la Sezione di Avezzano e, successivamente il saluto di Stefano Calabrese, oggi Osservatore CAN B, il quale lo ha visto crescere durante il suo periodo di Presidenza al CRA: Stefano nel suo intervento ha voluto valorizzare, attraverso delle foto,l’umiltà e la tenacia che contraddistingue Antonio, basi fondamentali per il successo.
Antonio ha preso la parola ed ha ringraziato per i complimenti ricevuti, sottolineando il suo legame con Stefano e Fulvio perché fondamentali nella sua carriera arbitrale in regione.

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La riunione è stata divisa in tre parti, la prima relativa alla sua carriera, la seconda al paragone tra un artista ed un arbitro e infine, l’ultima parte, dedicata alla visione di alcuni filmati tratti dalle sue gare.
Nella prima parte è stato molto interessante e divertente conoscere le motivazioni che lo hanno spinto ad iniziare a fare l’arbitro, infatti ha dichiarato che come tutti si inizia per gioco ma dopo diventa una vera e propria passione. Ha spiegato cosa vuol dire essere arbitro e cosa rappresenta la Serie A, ovvero è il “percorso dell’arbitro”. Dopodiché interagendo con i giovani presenti ha evidenziato i punti in comune tra un artista e un arbitro esponendo la sua tesi sull’argomento.

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Un artista si forma in una bottega d’arte e necessita di studio,esperienza, tecnica, passione, fiducia ed obiettivi come del resto l’Arbitro, il quale cresce all’interno della sua Sezione. L’obiettivo dell’artista è la tela perfetta, che per l’arbitro è rappresentata dalla partita perfetta, ma non esiste né partita perfetta né tela perfetta, in quanto c’è sempre la possibilità di migliorarsi. Inoltre, con l’aiuto delle slides, raffiguranti tre opere d’arte appartenenti a stili diversi, ha dimostrato come queste esprimessero sensazione contrastanti, dalla precisone alla confusione, dall’equilibrio alla frenesia. Tali opere possono rappresentare lo stato d’animo di ogni arbitro, infatti può essere diretta una gara eccellente e una meno, e le cause possono essere varie ad esempio un crollo psicologico o un forte stress. Infine, il collega abruzzese ha fatto vedere video di sue partite dimostrando come le stesse sensazioni che si hanno guardando un quadro possono verificarsi anche all’interno di un rettangolo di giuoco. Antonio ha concluso affermando di crederci sempre perché “se non credi in te stesso nessuno lo farà per te”.
Al termine della riunione il Presidente di Sezione, Fulvio Chiantini, ha ringraziato l’ospite omaggiandolo con un dono.

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